San Raffaele Arcangelo, fuga di infermieri e OSS: a rischio assistenza e qualità delle cure

Venezia, 11 maggio 2026 - Al San Raffaele Arcangelo di Venezia continua l’emergenza personale. Infermieri e operatori socio-sanitari lasciano la struttura privata sempre più frequentemente, mentre il reclutamento di nuove figure professionali resta sempre molto complicato. Una situazione che, secondo la UIL FP Venezia, rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Negli ultimi mesi sarebbero oltre 35 i lavoratori che hanno rassegnato le dimissionie alla base della fuga dalla struttura ci sarebbero le condizioni di lavoro considerate “non più sostenibili” e il divario economico rispetto alla sanità pubblica, accentuato dal rallentamento per rinnovo del contratto della sanità privata Aris-Aiop che non viene rinnovato da oltre 7 anni.

E la carenza di personale starebbe già producendo effetti pesanti sull’organizzazione interna della struttura e gli operatori sarebbero costretti a doppi turni e a prolungare la permanenza in servizio anche dopo il turno notturno per garantire le cure igieniche ai pazienti.

Secondo la UIL FP Venezia, mancherebbero inoltre investimenti strutturali capaci di favorire la permanenza del personale nella struttura. In particolare il sindacato evidenzia l’assenza di soluzioni abitative e di alloggi dedicati ai dipendenti, tema particolarmente delicato in un territorio come quello veneziano dove il costo della vita e degli affitti rappresenta un ostacolo significativo per molti lavoratori. A questo si aggiunge la chiusura dell’attuale foresteria, che in passato rappresentava un supporto importante soprattutto per il personale fuori sede e pendolare.

Le difficoltà operative hanno portato inoltre alla chiusura di circa venti posti letto nell’area di medicina fisica e riabilitativa. Una riduzione che viene giudicata particolarmente grave in un territorio come quello veneziano, caratterizzato da un’altissima percentuale di cittadini anziani e fragili bisognosi di cure e assistenza continuativa.

Ed è inevitabile che la persistente carenza di personale e il progressivo aumento dei carichi di lavoro comportano inevitabilmente anche un calo della qualità dell’assistenza ai pazienti. Un segnale che alimenta le preoccupazioni sul futuro della struttura, soprattutto alla luce delle ulteriori uscite previste verso il pubblico, dove numerosi lavoratori avrebbero già vinto concorsi o avviato procedure di trasferimento.

“La situazione rischia di peggiorare con l’avvicinarsi del periodo estivo - sottolinea Stefano Boscolo AgostiniSegretario UIL FP Venezia - che da tempo chiede interventi concreti per trattenere il personale e rendere più attrattivo il lavoro nella struttura veneziana.Nel corso dei tavoli sindacali, la UIL FP avrebbe infatti proposto l’introduzione di misure di welfare aziendale, incentivi economici e forme di premialità, ritenute indispensabili per contrastare il continuo flusso di dimissioni. Proposte chenon sarebbero mai state realmente prese in considerazione dalla parte datoriale.”

Senza investimenti concreti su welfare, alloggi e sostegno ai dipendenti sarà sempre più difficile mantenere adeguati livelli assistenziali e garantire la qualità delle cure ai cittadini.