Caorle, 25 settembre 2026 -La segreteria territoriale di Venezia della UIL FP, attraverso il segretario Michele Saya, chiede un incontro urgente con Amministrazione comunale e vertici dell’Azienda Speciale dopo la determinazione dirigenziale relativa alla valutazione di una possibile cessione del ramo aziendale Casa di Riposo
La possibile cessione a terzi del ramo aziendale Casa di Riposo dell’Azienda Speciale Don Moschetta di Caorle finisce al centro della richiesta di confronto avanzata dalla UIL FP Venezia. A sollevare la questione è Michele Saya, che ha inviato una richiesta formale di convocazione urgente al sindaco di Caorle, alla Giunta comunale, al Consiglio d’amministrazione dell’Azienda Speciale e al suo Presidente, Vanni Ferro.
«In data odierna - dichiara Saya - sono venuto a conoscenza della Determinazione Dirigenziale n°1100 che prevedel'ipotesi di cedere a terzi la gestione della Casa di Riposo Don Moschetta. Cosa dire, brutto modo di scoprire le cose».
Il segretario della UIL FP sottolinea in particolare la preoccupazione per le conseguenze che un'eventuale esternalizzazione potrebbe avere sui lavoratori e sul servizio.
«Non parlo per il sottoscritto - prosegue Saya - che ormai ne ha viste di brutte cose e vede di tutto in giro, ma per i Lavoratori della Casa di Riposo, che con tutte le difficoltà quotidiane tengono in piedi un servizio essenziale e un patrimonio socio sanitario per la Comunità di Caorle e per l’intero territorio».
Secondo Saya, la gestione pubblica avrebbe finora garantito «non solo elevati standard assistenziali per gli ospiti, ma anche la stabilità occupazionale e la tutela dei diritti contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati». Da qui le perplessità sull’ipotesi di affidamento a un soggetto terzo. «Qualsiasi ipotesi di frammentazione, esternalizzazione o cessione a soggetti privati rischierebbe di compromettere la qualità del servizio e di avviare dinamiche di precarizzazione del lavoro, a danno sia del personale sia dell’utenza», sostiene il sindacalista.
Saya contesta inoltre le modalità con cui i lavoratori sarebbero venuti a conoscenza della possibile operazione.
«Oggi i lavoratori prendono atto che l’Amministrazione Comunale sta valutando di esternalizzare le proprie professionalità e i propri diritti ad un soggetto terzo, senza sapere i motivi di questa possibile decisione. E dopo? Saranno i giornali ad informarli che cambieranno contratto o che magari saranno in esubero? Solo 3 giorni fa eravamo in struttura per la contrattazione di secondo livello, il presidente Ferro ci aveva confermato la volontà di “valorizzare al massimo il personale del Don Moschetta in virtù del lavoro svolto - prosegue Saya - oggi dobbiamo assistere a tutto questo».
Nel documento il sindacalista pone quindi l'accento anche sulla sostenibilità economica della struttura e sulle possibili ripercussioni delle scelte gestionali. Non si può far cassa sulle case di riposo, sempre che non si voglia creare un risparmio su qualità o sui diritti dell’ospite o dei lavoratori. Saya richiama inoltre le difficoltà accumulate negli anni e le conseguenze delle politiche nazionali e regionali sul settore.
«Le colpe organizzative del passato, le complessità e i tagli derivanti dalle attuali politiche nazionali e regionali in materia di assistenza e case di riposo, non possono e non devono in alcun modo ricadere sulle spalle dei lavoratori, né tradursi in un ridimensionamento dei loro diritti contrattuali o in una contrazione dei livelli occupazionali».
Ci sono inoltri forti perplessità anche sulla tempistica di questo avvio di una valutazione di cessione ad un soggetto terzo considerate le imminenti elezioni di maggio 2027, tenendo conto della difficoltà dell’iter procedurale. La UIL FP Venezia chiede quindi formalmente un incontro sindacale «alla presenza dell'Amministrazione, dell'Assessore competente e dei vertici dell'Azienda Speciale, per avere un’informativa chiara e trasparente sul futuro istituzionale e gestionale della struttura e a ribadire la ferma contrarietà della UIL FP a processi di privatizzazione, con la richiesta di aprire un tavolo di confronto permanente a tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori.
La vicenda resta dunque aperta e la UIL FP attende ora un confronto con l’Amministrazione comunale e con i vertici dell’Azienda Speciale Don Moschetta per conoscere nel dettaglio finalità, modalità e prospettive della valutazione affidata con la determinazione del 25 settembre scorso.
