Portogruaro, 12 agosto 2026 – La decisione della Regione del Veneto di procedere alla chiusura del Punto Nascita di Portogruaro, dove il numero dei nuovi nati, nonostante sia in crescita da qualche anno, è sempre al di sotto dei minimi previsti (500/anno ndr), è ormai assunta e formalizzata con la DGRV n. 453 del 28 maggio 2026. E su questo non intendiamo alimentare false aspettative.
Riteniamo però che non si possa affrontare una riorganizzazione di questa portata senza mettere al centro le Lavoratrici che fino ad oggi hanno garantito il funzionamento del servizio. Non difendiamo un'organizzazione solo perché esiste. Chiediamo che ogni riorganizzazione produca un miglioramento concreto dei servizi e delle condizioni di lavoro.
“Quello che ci sorprende– dichiarano Francesco Menegazzi, Carlo Foschiani e Stellina Piscitelli a nome di UIL FP, Fials e Nursing Up– è la scarsa attenzione che l’Azienda sta dimostrando nei confronti del personale. La decisione regionale è di fine maggio, ma le Lavoratrici e i Lavoratori vengono convocati soltanto il 13 agosto, guarda a caso il giorno successivo dell'assemblea che abbiamo convocato con lo stesso personale e che, vogliamo sottolineare, ci è stato impedito di svolgere ufficialmente. Addirittura, nel recente incontro sindacale del 28 luglio scorso, ci venne detto che era prematuro parlarne perché non vi erano certezze.... Francamente, riteniamo che il personale avrebbe meritato un coinvolgimento molto più tempestivo”.
La questione non riguarda soltanto il destino del Punto Nascita, ma il futuro delle professionalità che vi lavorano: ostetriche, infermieri e personale di supporto devono sapere con chiarezza quali saranno le loro destinazioni, chi verrà spostata a San Donà, quali attività verranno mantenute a Portogruaro e come verrà organizzata la nuova fase.
“Non possiamo limitarci a dire che il 31 ottobre prossimo chiuderà il Punto Nascita, – proseguono i Sindacalisti – dobbiamo capire cosa succederà ai Lavoratori. Vogliamo conoscere per tempo il piano dell’Azienda, la proposta di riallocazione del personale e le eventuali nuove attività che verranno attivate. Per il ruolo che ci compete, vorremmo essere coinvolti, non accetteremo che una riorganizzazione venga semplicemente scaricata sulle Lavoratrici e sui Lavoratori”.
Resta inoltre una riflessione sulla programmazione sanitaria degli ultimi anni.
“È difficile non osservare che qualche anno fa si è deciso di investire per riaprire il Punto Nascita di Portogruaro e oggi, a distanza di poco tempo, si decide di richiuderlo. -concludono - Evidentemente qualche valutazione poteva e doveva essere fatta prima. Sono scelte di programmazione sanitaria che hanno conseguenze importanti anche sui costi, e non possono essere affrontate con logiche di breve periodo”.
Oggi però, la priorità è gestire la transizione nel modo migliore possibile.
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Nel merito ecco alcuni dati sui nuovi nati negli ultimi anni (fonti istituzionali):
| Anno | San Donà di Piave | Portogruaro | Pordenone |
|---|---|---|---|
| 2019 | 548 | 229 | sopra i 1.000 |
| 2020 | 553 | 242 | sopra i 1.000 |
| 2021 | 542 | 256 | 1.108 |
| 2022 | 499 | 233 | 1.140 |
| 2023 | 480 | 273 | circa 900 |
| 2024 | 511 | 285 | circa 1.500* |
| 2025 | 420 | 345 | circa 1.800* |
NB: al 30.6.2026 i nuovi nati a Portogruaro sono 151.
*Per quanto riguarda Pordenone, va rimarcato che nel 2024, dopo la chiusura del Punto Nascita di San Vito al Tagliamento e, nel 2025 del San Giorgio, le partorienti sono state indirizzate proprio verso Pordenone e il Santa Maria degli Angeli.
