Case di Comunità: al via l’operazione taglianastro, ma senza personale il rischio è che restino solo belle scatole vuote
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Mestre, 13 luglio 2026 - Dopo l'apertura della Casa di Comunità di Mira e l'imminente inaugurazione della nuova struttura di Marghera, prevista per mercoledì 15 luglio alla presenza del Presidente della Regione Veneto, continua il programma che porterà all'attivazione di 13 Case di Comunità nel territorio dell'ULSS 3 Serenissima.

Come UIL FP Venezia accogliamo con favore la realizzazione di strutture moderne, funzionali e dignitose, finanziate con le risorse del PNRR. Investire in edifici adeguati è certamente importante, ma il vero nodo non è il cemento, ma il personale. Le Case di Comunità rappresentano un modello innovativo di assistenza territoriale solo se possono contare su un numero adeguato di Professionisti sanitari, amministrativi e tecnici. In caso contrario, il rischio concreto è quello di inaugurare contenitori nuovi senza essere in grado di garantire i servizi che i cittadini si aspettano.

L'esempio della Casa di Comunità di via Cappuccina a Mestre resta, a nostro avviso, emblematico. Già all'epoca della progettazione avevamo evidenziato l'inopportunità di collocare una Casa di Comunità all'interno dell'attuale sede distrettuale. Si tratta di un'area che presenta criticità note da tempo, sia sotto il profilo logistico sia sotto quello della sicurezza urbana, come dimostrano i numerosi episodi di cronaca che continuano a verificarsi nella zona. Al momento peraltro, resta un cantiere aperto, dove è stato aperto solamente il Centro Prelievi.

"Ci siamo sempre chiesti perché non sia stata valutata una soluzione alternativa, ad esempio nell'area dell'ex Ospedale di Mestre - dichiara Francesco Menegazzi Segretario Generale UIL FP Venezia - che avrebbe consentito di realizzare la Casa di Comunità in una sede diversa, e di delocalizzare anche la sede del Distretto in un contesto più funzionale, facilmente accessibile e meglio collegato con bacini di utenza importanti come Zelarino, il Terraglio e il centro di Mestre. La scelta compiuta, non da questa Amministrazione, è stata un'altra e oggi ne vediamo le conseguenze. Oltre alle ben note difficoltà di parcheggio per cittadini e Lavoratori in una zona decisamente pericolosa della terraferma, i lavori di realizzazione della struttura hanno comportato, per oltre due anni, notevoli disagi nello svolgimento delle attività sanitarie e amministrative, con inevitabili ripercussioni sull'organizzazione del lavoro e sull'utenza. Continuiamo a ritenere che una programmazione realmente efficace debba guardare non solo alla qualità degli edifici, ma anche alla loro collocazione, all'accessibilità, alla sicurezza e alla concreta funzionalità per cittadini e Lavoratori."

La sensazione è che, in questa fase, si stia privilegiando il "taglio del nastro" rispetto alla costruzione delle condizioni necessarie per rendere realmente operative queste strutture. Ma le inaugurazioni da sole non curano nessuno. Servono assunzioni, una programmazione credibile del fabbisogno di personale, investimenti sulle professionalità e un'organizzazione capace di sostenere l'aumento delle attività territoriali.

"Come UIL FP Venezia - conclude Menegazzi - continueremo a vigilare affinché il progetto delle Case di Comunità non si trasformi nell'ennesima operazione d'immagine, ma diventi una concreta opportunità per migliorare l'assistenza ai cittadini e le condizioni di lavoro del personale."

Le forbici per tagliare i nastri si trovano facilmente. Molto più difficile è trovare il personale che dovrebbe far funzionare quelle strutture ogni giorno.